E' sicuramente uno dei vitigni più importanti del panorama viticolo ed enologico d'Italia ed è sicuramente il più tardivo nella raccolta.

Basti pensare che le vendemmie terminano alla fine di Novembre o, addirittura, nella prima decade di Dicembre! Esso rappresenta uno straordinario esempio di adattamento e selezione della specie e dimostra, ancora una volta, che la Natura è perfetta!

La sua forma a cono rovesciato e allungato, consente di sgrondare rapidamente l'acqua delle piogge autunnali. Il rivestimento abbondante di pruina (una cera protettiva sulle bucce dell'acino) permette di svolgere una funzione idro-repellente che respinge l'umido delle nebbie autunnali, spesso ricorrenti.

L'abbondante contenuto in tannini crea una sorta di "corazza" che protegge il vero frutto, i semi. Solo quando questi saranno maturi, la struttura protettiva si modificherà per liberarli a svolgere la loro funzione: propagare la specie! Potremmo paragonare l'acino all'utero di una Madre: solo quando il bimbo è pronto, si romperanno le acque! E' la meraviglia di una Natura perfetta: è la Madre Terra, è Ma Terr!

Solo nel Vulture e, in particolare, nell'Alto Vulture, si realizzano le condizioni migliori per la maturazione del Vitigno Aglianico che, in quest'area, per le sue particolari caratteristiche di maturazione, viene "battezzato" del Vulture, per significarne una sua specificità ed unicità! Non a caso, nel registro delle varietà del Ministero, l'Aglianico del Vulture ha un codice d’iscrizione autonomo che lo distingue e differenzia dal più comune Aglianico!

Caratteristiche pedoclimatiche

Italia

  1. Monte Vulture (vetta 1.327 mt) e vigneti in collina (350-500 mt s.l.m.)
  2. Venti caldi dall’Africa: assenza di piogge per circa 2 mesi e temperature elevate che sfiorano i 40°C
  3. Salti termici giorno/notte (anche di 20°C!!)
  4. Terreno Vulcanico
  5. Tufo vulcanico che “allatta” la pianta